Franco Nasi, Specchi comunicanti. Traduzioni, parodie, riscritture
Abstract
Nel filo rosso che unifica Specchi comunicanti alle precedenti riflessioni di Franco Nasi su etica, prassi e aporie del tradurre una figura si staglia, intrappolata, ed è quella di Sisifo, «eroe assurdo», per Camus, personificazione della condizione anfibia cui il traduttore è vocato, per Nasi, sospeso tra felicità e malinconia: chi traduce è ben conscio del fatto che «il suo compito è impossibile, ma sa anche che è necessario» (p. 63). Il libro, nei diversi movimenti che lo compongono, dai primi, più teorici, ai successivi, più marcatamente applicativi, tiene ferma questa contraddizione basilare come sfondo sul quale misurare le singole mosse di trasposizione da una lingua all’altra, o da un linguaggio all’altro.Downloads
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