Giganti in mostra, da Zaha Hadid al tour di «Manneddu». Archeologia e ideologia nelle strategie espositive delle statue di Mont’e Prama
Abstract
Il saggio analizza il processo di musealizzazione e valorizzazione delle statue di Mont’e Prama, soffermandosi sulle strategie espositive, discorsive e simboliche che ne hanno accompagnato la crescente centralità nel dibattito culturale e politico della Sardegna contemporanea. Attraverso un approccio interdisciplinare che intreccia museologia critica, heritage studies e archeologia post-processuale, il contributo ricostruisce le principali tappe della trasformazione dei cosiddetti “Giganti” da reperti archeologici frammentari a icone identitarie e strumenti di visibilità territoriale, considerando tanto il restauro “aperto” e le pratiche partecipative quanto la circolazione internazionale delle opere e il progetto, poi naufragato, del museo Betile. Particolare attenzione è dedicata al ruolo dell’architettura iconica, alle retoriche istituzionali e mediatiche, e alle tensioni tra centro e periferia nella gestione del patrimonio. Il saggio mette inoltre in luce le implicazioni ideologiche di una narrazione fortemente eroicizzante e maschile del passato, interrogando i rischi di una naturalizzazione identitaria che tende a stabilizzare il senso più che ad aprire il campo interpretativo. Mont’e Prama emerge così come un caso paradigmatico per riflettere criticamente sui limiti e le ambivalenze delle pratiche contemporanee di musealizzazione del passato archeologico.
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