Ragione pubblica e intelligenza collettiva. Passato e presente di un’illusione democratica
Abstract
Il saggio esamina l’intreccio tra «ragione pubblica» e «intelligenza collettiva», dalle radici settecentesche (Condorcet, Rousseau) alle formulazioni contemporanee (Lévy, Surowiecki, Landemore, Mulgan, Malone). Mostra come il teorema della giuria e le promesse data-driven alimentino aspettative epistemiche che eludono il problema dei prerequisiti sostanziali (eguaglianza, autonomia) e insieme trascurano la dimensione etico-normativa della decisione. Ne risulta una democratizzazione apparente che tende a spoliticizzare le scelte, affidandole a governance tecniche o piattaforme, e a sacralizzare la maggioranza: un’illusione tanto persuasiva quanto rischiosa.
Copyright (c) 2025 Gabriele Magrin

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