Antonio Costa, La mela di Cézanne e l’accendino di Hitchcock. Il senso delle cose nei film

  • Beatrice Seligardi
Parole chiave: cinema, oggetti, semiotica del cinema, cinema e arti visive, Costa

Abstract

«Sono diecimila persone, forse, che non hanno dimenticato la mela di Cézanne ma sono un miliardo gli spettatori che si ricorderanno dell’accendino di Delitto per delitto» (5). Così Godard recitava all’interno delle Histoire(s) du cinéma, e così si apre il saggio di Antonio Costa, prendendone spunto anche per il titolo. 

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Biografia autore

Beatrice Seligardi

Beatrice Seligardi ha studiato a Parma e a Bologna, e ha conseguito i titoli di Dottore di Ricerca e di Doctor of Philosophy all’interno del dottorato in Letterature Euroamericane nell’ambito del progetto dottorale internazionale PhDnet in Literary and Cultural Studies (cotutela Università degli Studi di Bergamo - Justus Liebig Univerität Gießen). Si è occupata di stream of consciousness, metafiction, university fiction, teoria della rappresentazione e dei generi letterari, e dei rapporti fra letteratura e arti visive. È cultrice della materia in Letterature Comparate presso l’Università degli Studi di Parma, con cui collabora. Fa parte della redazione di Between e di Studi Culturali

Riferimenti bibliografici

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Pubblicato
2016-05-31
Come citare
Seligardi, B. (2016). Antonio Costa, <i>La mela di Cézanne e l’accendino di Hitchcock. Il senso delle cose nei film</i&gt;. Between, 6(11). https://doi.org/10.13125/2039-6597/2399
Sezione
Between the Texts/Reviews: Eds. G. Iacoli, M. Guglielmi, C. Cao

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