L’epigrafia delle terme pubbliche nell’Africa romana tra linguaggio tecnico e pubblica utilità

Giorgio Crimi, Silvia Orlandi

Abstract


Da un’analisi approfondita dei testi epigrafici di Roma relativi ai restauri di terme o di altre strutture idriche ad esse correlate, sembrano emergere, dalla fine del III sec. d.C., due aspetti fino ad ora poco approfonditi: in primo luogo, un’attenzione per l’uso di termini tecnici dettagliati per descrivere le parti degli edifici coinvolte nei lavori, senza a volte trascurare di menzionare l’ornato e i materiali utilizzati; in seconda istanza, compare un riferimento, spesso esplicito, ai bisogni e al desiderio dei cittadini, destinatari sociali dell’intervento. Sulla base di queste premesse, si è voluto estendere l’indagine all’Africa romana per comprendere se quanto emerso per Roma e altre realtà geografiche, nel medesimo ambito cronologico, sia valido anche per le province nordafricane, che si distinguono per il ricco patrimonio epigrafico, e per l’elevata percentuale di esso riguardante opere pubbliche e edifici termali in particolare.


Parole chiave


terme pubbliche; epigrafia; linguaggio tecnico; pubblica utilità;

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NBN: http://nbn.depositolegale.it/urn%3Anbn%3Ait%3Aunica-25723

DOI: http://dx.doi.org/10.13125/caster/3866

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