Cartagine. Studi e Ricerche https://ojs.unica.it/index.php/caster <p>Cartagine. Studi e Ricerche (CaSteR) è la rivista internazionale, accademica, peer-reviewed e Open Acess, della Società Scientifica Scuola Archeologica Italiana di Cartagine (SAIC).<br>CaSteR è classificata come rivista scientifica internazionale dall’European Reference Index for the Humanities and Social Sciences (ERIH Plus), è indicizzata in MIAR ed è presente nel database Emerging Souces Citation Index (ESCI) della Clarivate Analytics (WoS) e nei database della EBSCO.<br>Classificazione ANVUR: rivista scientifica per le aree 8, 10, 11 e rivista di Classe A per i settori concorsuali 10/A1 (archeologia) e 10/D1 (storia antica).</p> Università degli Studi di Cagliari it-IT Cartagine. Studi e Ricerche 2532-3563 <p>Gli autori che pubblicano su questa rivista accettano le seguenti condizioni:<br /><br />Gli autori mantengono i diritti sulla loro opera e cedono alla rivista il diritto di prima pubblicazione dell'opera, contemporaneamente licenziata sotto una <a href="http://creativecommons.org/licenses/by-nd/4.0/" target="_blank">Licenza Creative Commons - Attribuzione - Non opere derivate 4.0 Internazionale</a> che permette ad altri di condividere l'opera indicando la paternità intellettuale e la prima pubblicazione su questa rivista.</p><p>Gli autori possono aderire ad altri accordi di licenza non esclusiva per la distribuzione della versione dell'opera pubblicata (es. depositarla in un archivio istituzionale o pubblicarla in una monografia), a patto di indicare che la prima pubblicazione è avvenuta su questa rivista.</p>Gli autori possono diffondere la loro opera online (es. in repository istituzionali o nel loro sito web) prima e durante il processo di submission, poiché può portare a scambi produttivi e aumentare le citazioni dell'opera pubblicata (Vedi <a href="http://opcit.eprints.org/oacitation-biblio.html" target="_new">The Effect of Open Access</a>).<p> </p> Strutture megalitiche del Sahara settentrionale (Chott el Jérid, Tunisia) https://ojs.unica.it/index.php/caster/article/view/4078 I monumenti megalitici sono una caratteristica archeologica distintiva del paesaggio sahariano. Partendo da una base piuttosto limitata di lavori editi, e nell’ambito di un programma di ricerca dedicato al Sahara settentrionale, abbiamo avviato nel 2015 un’indagine territoriale sui monumenti in pietra della pre-protostoria e della storia antica della Tunisia meridionale. L’area di studio selezionata è localizzata a est e a sud-est della depressione del Chott el Jérid (governatorato di Kebili). In questo lavoro viene presentata la strategia di ricerca adottata, modulata sulle specifiche caratteristiche locali, quali il pessimo stato di conservazione dei monumenti e la loro incerta cronologia. I nostri risultati, basati sulla combinazione di analisi di telerilevamento, ricognizioni di superficie e scavi di alcuni monumenti, evidenziano una densa occupazione di questa regione del Sahara settentrionale, dove edifici monumentali di possibile funzione funeraria si collocano cronologicamente dalla tarda preistoria fino all’età romana. L’uso persistente dell’area in un arco di tempo molto lungo ne conferma la posizione centrale nelle antiche vie di collegamento transahariane. Andrea Monaco Lotfi Belhouchet Hedi Bel Hadj Brahim Tarek Ben Fraj Jaâfar Ben Nasr Ridha Boussoffara Emanuele Cancellieri Moufida Jnen Enrico Lucci Rocco Rotunno Savino di Lernia ##submission.copyrightStatement## http://creativecommons.org/licenses/by-nd/4.0 2020-05-21 2020-05-21 5 10.13125/caster/4078 Come le generazioni delle foglie, così anche quelle degli uomini: nuove ipotesi sulle due iscrizioni bilingui dal municipio di Thignica - Aïn Tounga https://ojs.unica.it/index.php/caster/article/view/4077 <p>Come le stirpi delle foglie, così anche quelle degli uomini: si discutono in una prospettiva del tutto nuova due epitafi bilingui (in latino, con un verso epico finale in greco) da Thignica, Aïn Tounga, Tunisia. Viene formulata con qualche cautela una nuova ipotesi su traslazioni in tempo di guerra e sepolture di eroi a breve distanza dal santuario del grande dio Saturno-Kronos, porta d’ingresso all'antica pertica della colonia augustea di Cartagine: sullo sfondo emerge il ruolo della <em>legio III Augusta</em> in funzione antisenatoria.</p><strong><em><br /></em></strong> Attilio Mastino ##submission.copyrightStatement## http://creativecommons.org/licenses/by-nd/4.0 2020-05-23 2020-05-23 5 10.13125/caster/4077 La prodigiosa vista y el fino oído de los mauri y su utilización en el espionaje militar y en la exploratio. A propósito de Julio Africano, Cesti VII, 16. https://ojs.unica.it/index.php/caster/article/view/4132 Un fragmento del escritor Julio Africano (Cesti VII, 16) menciona la extraordinaria capacidad visual y auditiva que tenían los mauritanos. Esto les hacía aptos para los trabajos de vigilancia y exploración durante la guerra. También menciona la costumbre que tenían de dormir con un trozo de madera debajo de la cabeza, y poniendo la oreja cerca de un agujero, para estar vigilantes y percibir el sonido de los que se acercan o de las armas. Comenta algunas extrañas formas de camuflaje para descubrir conversaciones secretas del enemigo. Sabino Perea Yébenes ##submission.copyrightStatement## http://creativecommons.org/licenses/by-nd/4.0 2020-07-24 2020-07-24 5 10.13125/caster/4132 Il contributo della fotografia aerea nella ricerca archeologica a Cartagine per la ricostruzione del paesaggio antico https://ojs.unica.it/index.php/caster/article/view/4096 <p>Il presente studio prende avvio dalla storia delle prime ricerche archeologiche a Cartagine effettuate nel secolo scorso tramite le fotografie aeree. Alcune riprese aeree scattate prima della moderna espansione urbana, riviste criticamente, permettono di cogliere alcuni aspetti del paesaggio antico di Cartagine e del suo territorio che non erano stati presi in considerazione o che erano stati sottovalutati. Vengono pertanto esaminate in un’ottica diacronica le dinamiche che hanno portato alla pianificazione del tessuto urbano di Cartagine, con un focus sull’età romana, in particolare sul periodo della prima organizzazione urbana, fino ad arrivare a proporre un adeguamento in chiave romana dell’impianto urbano precedentemente impostato.<br /><br /></p> Annapaola Mosca ##submission.copyrightStatement## http://creativecommons.org/licenses/by-nd/4.0 2020-09-14 2020-09-14 5 10.13125/caster/4096 Les libertés des cités de l'Afrique romaine https://ojs.unica.it/index.php/caster/article/view/4222 Des premiers contacts avec Rome, en 146 a. C., jusqu’à la fin du règne de Septime Sévère en 211, des villes africaines reçurent du Sénat ou des empereurs des privilèges juridiques dont le plus convoité était la liberté (libertas). Durant ces trois siècles et demi, on recense au moins quatre grands mouvements de “libération”. Le premier est consécutif à la troisième guerre punique qui vit naître, en 146 a. C., les sept premiers populi liberi, exclus de la formula provinciae. Le second est une conséquence de la victoire de Marius contre Jugurtha en 105 a. C. qui eut pour résultat la fondation, en Numidie, d’au moins trois “colonies” libres, non soumises à la potestas du roi. Le troisième mouvement, qui est le plus important, intervint après la victoire de César à Thapsus qui mit fin à l’ancienne liberté et promut d’autres, faisant passer le nombre total des villes libres de sept à trente, toutes incluses dans la formula provinciae. Enfin, la dernière est l’œuvre émancipatrice de Septime Sévère grâce à laquelle naquirent non pas des cités pérégrines libres, mais exclusivement des municipes libres. L’Afrique connut des faits militaires - la première guerre civile entre Sylla et Marius dont le lieutenant fut défait par Pompée en 81 a. C., la révolte des tribus du centre et du sud de 22 a. C. à 6, le soulèvement des Musulames de Tacfarinas, entre 17 et 24 et enfin les crises de successions - qui ont pesé sur le devenir des villes en fonction des alliances qu’elles avaient conclues. Durant ces trois siècles et demi, le contenu de la libertas a beaucoup évolué. Samir Aounallah ##submission.copyrightStatement## http://creativecommons.org/licenses/by-nd/4.0 2020-10-05 2020-10-05 5 10.13125/caster/4222 Heinrich Schliemann a Tunisi e Cartagine. I diari https://ojs.unica.it/index.php/caster/article/view/4073 Nel 1864 Heinrich Schliemann, il futuro scopritore di Troia, trascorse sei giorni a Tunisi. Ne riferisce nei suoi diari, scritti in parte in italiano ed in parte in arabo, qui tradotti per la prima volta. Ebbe così occasione di parlare con il primo ministro Khaznadar e di vedere nel palazzo del Bardo il sovrano Sadok Bey nelle sue funzioni di giudice di pace. Ci rende così testimonianza delle gravi turbolenze che stavano agitando il paese. Andò anche a Cartagine, visitando la collina della Byrsa, il porto, il quartiere litoraneo di Magon, l’anfiteatro e le cisterne de la M’alga e di Dar Saniat, comprando a poco prezzo da alcuni scavatori un’iscrizione su pietra.<br /><br /> Umberto Pappalardo Ezzazia Souilmi ##submission.copyrightStatement## http://creativecommons.org/licenses/by-nd/4.0 2020-05-21 2020-05-21 5 10.13125/caster/4073 Trois épitaphes inédites d’Uchi Maius (Afrique Proconsulaire), d’après un manuscrit de Louis Poinssot https://ojs.unica.it/index.php/caster/article/view/4115 <p>L’article propose l’édition de trois inscriptions inédites d’Uchi Maius (à Téboursouk, Tunisie) à partir de notes de L. Poinssot (1879-1967).<br />Les originaux sont conservés dans le Fonds Poinssot.<br /><br /></p> Monique Dondin-Payre ##submission.copyrightStatement## http://creativecommons.org/licenses/by-nd/4.0 2020-05-29 2020-05-29 5 10.13125/caster/4115 À propos d’une inscription en l’honneur de Saturne à Guelaat Bouatfane (sud de Guelma, Algérie) https://ojs.unica.it/index.php/caster/article/view/3841 On ne connaissait rien de la vie religieuse sur le grand site pérégrin de Guelaat Bouatfane (sud de Guelma), mais nos récentes prospections ont permis de découvrir trois inscriptions, fragments d’une même inscription dédiée à Saturne, datée du IIIe siècle, de l’époque de l’empereur Sévère Alexandre, qui nous fournit des informations importantes sur un possible temple de Saturne, des noms de sacerdos et d’autre prêtre et enfin quelques noms très rares dans la Proconsulaire antique. Mohammed Fawzi Maallem Fatma Zohra Boudraa ##submission.copyrightStatement## http://creativecommons.org/licenses/by-nd/4.0 2020-06-29 2020-06-29 5 10.13125/caster/3841 Un guttus inédito procedente de Rusaddir https://ojs.unica.it/index.php/caster/article/view/4066 <p>Estudio y análisis de un vaso (<em>guttus</em>) inédito procedente de la necrópolis del Cerro de san Lorenzo, en el contexto arqueológico de <em>Rusaddir</em>, (Melilla) elaborando un examen de esta pieza tanto descriptivo e iconográfico como su posible significado simbólico, religioso y funerario. </p><div></div> Pilar Fernández Uriel Jesús Miguel Sáez Cazorla ##submission.copyrightStatement## http://creativecommons.org/licenses/by-nd/4.0 2020-06-29 2020-06-29 5 10.13125/caster/4066 Una nuova dedica severiana da Thugga https://ojs.unica.it/index.php/caster/article/view/4168 <p><em style="caret-color: #000000; color: #000000; font-family: Calibri, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 16px; font-variant-caps: normal; font-weight: normal; letter-spacing: normal; orphans: auto; text-align: start; text-indent: 0px; text-transform: none; white-space: normal; widows: auto; word-spacing: 0px; -webkit-text-size-adjust: auto; -webkit-text-stroke-width: 0px; text-decoration: none;"></em><span>Una base di statua finora nota solamente attraverso una foto circolante in rete documenta una dedica con la quale la comunità peregrina di Thugga (civitas Aurelia Thugga) rese omaggio a un individuo connesso alla famiglia di Settimio Severo. Le lacune nella prima riga  dell’iscrizione  non  consentono  un’identificazione  sicura  del  personaggio  onorato,  che  potrebbe essere il secondo figlio di Severo, P. Septimius Geta, o forse meno probabilmente il bisnonno dell’imperatore, L. Septimius Severus. Questo monumento rappresenta comunque una nuova attestazione della pervicacia con cui la civitas di Thugga corteggiò il favore degli imperatori,  ottenendo  così  la  promozione  dell’intera  comunità  (che  comprendeva  anche  cittadini romani facenti parte di un pagus) allo status di municipium nel 205.</span></p><p> </p> Riccardo Bertolazzi ##submission.copyrightStatement## http://creativecommons.org/licenses/by-nd/4.0 2020-07-26 2020-07-26 5 10.13125/caster/4168 Tre iscrizioni funerarie inedite da Thignica (Aïn Tounga) https://ojs.unica.it/index.php/caster/article/view/4209 <p>Esame di tre iscrizioni funerarie pagane inedite individuate nella campagna effettuata a Thignica nel settembre 2018. Le prime due sono incise su un’ara funeraria e la terza su una stele. Ci si sofferma in particolare sul gentilizio Vibulenus di uno dei defunti menzionati nell’ara, osservando che la quantità dei Vibuleni attestati a Thignica non trova confronti nel mondo romano. L’epitafio inciso sulla stele costituisce l’unica testimonianza epigrafica funeraria locale finora nota riguardante una persona morta prima dei dieci anni di età.</p> Piergiorgio Floris ##submission.copyrightStatement## http://creativecommons.org/licenses/by-nd/4.0 2020-10-05 2020-10-05 5 10.13125/caster/4209 Recensione al volume North Africa under Byzantium and Early Islam, Susan T. Stevens, Jonathan P. Conant edd., Dumbarton Oaks Pub Service, Washington D. C. 2016; XII + 322 p.; ill.; index; 28,5 cm; ISBN 978-0884024088 https://ojs.unica.it/index.php/caster/article/view/3986 <span>Incentrato sulla transizione dell’Africa romana dall’età classica a quella medioevale, il volume raccoglie una serie di saggi che tentano di ribaltare la visione pessimistica dell’età bizantina e di spiegarne le peculiarità non come il frutto di imposizione proveniente dall’Oriente ma come il risultato quasi inevitabile del contesto politico, economico e culturale nel quale i Bizantini si inserirono nel VI secolo.</span> Antonio Ibba ##submission.copyrightStatement## http://creativecommons.org/licenses/by-nd/4.0 2020-01-05 2020-01-05 5 10.13125/caster/3986 Book review: Carthago. Il mito immortale. The exibition and the book https://ojs.unica.it/index.php/caster/article/view/4116 <p>Book review:</p><p>Carthago. Il mito immortale (Colosseo, Foro Romano; 27 settembre 2019-29 marzo 2020). La mostra / The Exhibition, Alfonsina Russo, Francesca Guarneri, Paolo Xella e José Ángel Zamora López (a cura di), Electa : Milano, 2019; 172 p.:ill; 21x28 cm; ISBN 9788891825247</p><p>Carthago. Il mito immortale, Alfonsina Russo, Francesca Guarneri, Paolo Xella e José Ángel Zamora López (a cura di), Electa : Milano, 2019; 312 p.:ill; 21x28 cm; ISBN 9788891825223<br /><br /></p> Piero Bartoloni ##submission.copyrightStatement## http://creativecommons.org/licenses/by-nd/4.0 2020-05-31 2020-05-31 5 10.13125/caster/4116 Recensione a N. Lamare, Les fontaines monumentales en Afrique romaine, Collection de l’École française de Rome 557, Rome: École française de Rome, 2019, IX, 471 pp., 2 pls., 4 tab., 175 figs., €64, ISBN 978-2-7283-1380-8 https://ojs.unica.it/index.php/caster/article/view/4278 <p>-</p> Valentino Gasparini ##submission.copyrightStatement## http://creativecommons.org/licenses/by-nd/4.0 2020-09-15 2020-09-15 5 10.13125/caster/4278