Da Norman Mailer a Matthew Barney. Il mito post-umano di Gary Gilmore
Abstract
Gary Gilmore, un assassino condannato a morte negli Stati Uniti nel 1976, guadagnò notorietà internazionale per la sua decisione di accettare la propria sentenza di morte, rifiutando ogni tipo di commutazione o ricorso in appello, trasformando paradossalmente la sua esecuzione in una sorta di suicidio pubblico e intenzionale. Per la sua capacità di interrogare le istituzioni americane su problemi politici ed etici, come la legittimità della pena di morte o il rapporto tra legge e libertà individuale, questo caso ha ispirato nel 1979 il non-fiction novel di Norman Mailer The Executioner's Song. Circa vent'anni dopo Gilmore è diventato un personaggio del Cremaster Cycle, una delle opere più importanti del video-artista americano Matthew Barney, che ha basato la trama di Cremaster 2 (secondo episodio di una saga di cinque film) sull'opera di Mailer.
Il confronto tra Cremaster 2 e il suo modello letterario fornirà dunque un esempio della trasformazione di una storia nel passaggio tra codici artistici diversi ma anche tra diversi momenti storici e culturali: nell'era del post human la storia di Gilmore, perso gran parte del suo significato politico ed etico, è diventata il simbolo della lotta tra volontà umana e destino biologico.
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Riferimenti bibliografici
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