Considerazioni a margine del retablo di S. Elia. Antioco Mainas, Michele Cavaro e gli epigoni della “scuola di Stampace”

Maria Grazia Scano Naitza

Abstract


Nel saggio vengono presentati i primi risultati di una riconsiderazione di taluni aspetti problematici nella ricostruzione critica delle personalità di Michele Cavaro e di Antioco Mainas, basata sull’analisi delle rare opere certe e su una rilettura dei documenti finora pubblicati e di altri inediti, allo scopo di verificare le attribuzioni e stabilire i rispettivi apporti all’elaborazione di una cultura pittorica che, mossa da premesse sardo-catalane, si confronta con il Manierismo italiano, soprattutto campano, e attinge largamente ai modelli raffaelleschi diffusi dagli incisori.

This essay reports on the first results of a reconsideration of some problematic aspects in the critical reconstruction of the personalities of Michele Cavaro and Antioco Mainas, based on an analysis of the rare certain works and on a new interpretation of the documents published so far, as well as other unpublished, with the aim of verifying the attributions and establishing the respective contributions to the elaboration of a pictorial culture, which, moved from Sardinian-Catalan premises, compares itself with the Italian Mannerism, especially from Campania, and draws on largely from Raphaelesque models diffused from carvers.

 


Parole chiave


Retabli, Sardegna, Cinquecento, Antioco Mainas, Michele Cavaro; Altarpiece, Sardinia, Sixteenth century, Antioco Mainas, Michele Cavaro

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DOI: http://dx.doi.org/10.13125/j.arart/1273

NBN: http://nbn.depositolegale.it/urn%3Anbn%3Ait%3Aunica-17725

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