Scienze del Territorio https://ojs.unica.it/index.php/sciter <p><strong>Scienze del Territorio</strong> è il periodico ufficiale della <strong><a href="https://www.societadeiterritorialisti.it/" target="_blank" rel="noopener">Società dei Territorialisti e delle Territorialiste APS</a></strong>. La rivista, classificata come Diamond Open Access, ospita studi d'avanguardia volti a valorizzare il patrimonio territoriale, ricomponendo i diversi significati dei luoghi, spesso frammentati da pratiche scientifiche e istituzionali settorializzate, e proponendo progetti di trasformazione conformi a tale intento. Come cifra identitaria del proprio metodo e della propria azione scientifica, la rivista promuove forme di incontro e mediazione tra pensiero teorico, conoscenza tecnica e sapere locale.&nbsp;<strong><br></strong></p> en-US <p>Gli autori che pubblicano su questa rivista accettano le seguenti condizioni:</p> <ol> <li>Gli autori mantengono i diritti sulla loro opera e cedono alla rivista il diritto di prima pubblicazione dell'opera, contemporaneamente licenziata sotto una&nbsp;<a href="https://creativecommons.org/licenses/by/4.0/">Licenza Creative Commons - Attribution 4.0 International (CC-BY 4.0)</a>che permette ad altri di condividere l'opera indicando la proprietà intellettuale e la prima pubblicazione su questa rivista.</li> <li>Gli autori possono aderire ad altri accordi di licenza non esclusiva per la distribuzione della versione dell'opera pubblicata (es. depositarla in un archivio istituzionale o pubblicarla in una monografia), a patto di indicare che la prima pubblicazione è avvenuta su questa rivista.</li> <li>Gli autori possono diffondere la loro opera online (es. in repository istituzionali o nel loro sito web) dopo l'avvenuta pubblicazione, poiché può portare a scambi produttivi e aumentare le citazioni dell'opera pubblicata.</li> </ol> scienzedelterritorio@gmail.com (Scienze del Territorio - Redazione) cirasino@unifi.it (Angelo M. Cirasino) Tue, 30 Dec 2025 10:03:58 +0100 OJS 3.1.1.2 http://blogs.law.harvard.edu/tech/rss 60 Il territorio essere vivente: ontologie plurali, politiche della relazione e sfide per le Scienze del Territorio. Editoriale https://ojs.unica.it/index.php/sciter/article/view/6901 <p>-</p> Annalisa Giampino, Sergio Serra ##submission.copyrightStatement## https://creativecommons.org/licenses/by/4.0 https://ojs.unica.it/index.php/sciter/article/view/6901 Tue, 30 Dec 2025 00:00:00 +0100 Ripensare la natura a partire dal paradigma della cura del territorio https://ojs.unica.it/index.php/sciter/article/view/6898 <p>Con l’acuirsi della crisi ecologica e del riscaldamento globale si sono sviluppate numerose teorie che propongono di superare il paradigma moderno incentrato sulla dicotomia fra natura e umanità. L’approccio neoliberale, che ha permeato molti dispositivi teorici e applicativi delle scienze del territorio, ha prodotto visioni del concetto di natura fondate retoricamente sui temi dell’interconnessione, promuovendo ancora una volta approcci variamente estrattivisti. Di fronte al proliferare di strumenti di “gestione delle risorse naturali” basati su questa visione, come i Pagamenti per i Servizi Ecosistemici (noti come PES), si è sviluppato un dibattito nella comunità scientifica critica al neoliberalismo che si interroga sull’opportunità di dialogare o meno con gli strumenti <em>mainstream.</em> L’articolo che segue affronterà questi temi da una prospettiva territorialista, dialogando con alcuni concetti mutuati dal modello fondi-flussi della Bioeconomia e dagli studi sulla valutazione e sull’attribuzione di valore, per mettere in luce la necessità e l’attualità praticata già in diversi contesti di un approccio alla natura come “alterità dialogante” basato sul paradigma della cura del territorio.</p> Daniela Poli, Giulia Luciani ##submission.copyrightStatement## https://creativecommons.org/licenses/by/4.0 https://ojs.unica.it/index.php/sciter/article/view/6898 Tue, 30 Dec 2025 00:00:00 +0100 Evoluzione e autopoiesi: strategie narrative e dispositivi euristici nella descrizione del territorio https://ojs.unica.it/index.php/sciter/article/view/6893 <p>Il contributo si propone di sviluppare una riflessione su alcune metafore biologiche che nel tempo, e con diversi gradi di efficacia, sono entrate a far parte delle scienze urbane e territoriali. Lungo questo percorso, parallelo alla nascita della biologia, emergono concetti che in diversi momenti della storia hanno assunto un valore normativo e prefigurativo nel dare forma a un progetto di città e territorio: evoluzione e autopoiesi. Se il primo è stato per lungo tempo al centro della riflessione della modernità, spesso attraverso semplificazioni e strumentalizzazioni che ne hanno deformato la prospettiva scientifica, il secondo è emerso solo nelle ultime decadi del secolo scorso, contribuendo a ridefinire paradigmi nello studio del vivente. Il contributo si sofferma su due momenti in cui il linguaggio della biologia è stato utilizzato non solo per costruire collegamenti tra scienze naturali e scienze del territorio, ma anche per superare alcune dicotomie del pensiero moderno. Il primo prende in considerazione le influenze esercitate dalla teoria evoluzionista, intesa come strategia narrativa, nello studio dei fenomeni urbani e regionali all’inizio del XX secolo. Il secondo propone una riflessione sul concetto di autopoiesi, inteso come dispositivo euristico, e sulle sue implicazioni nello studio delle organizzazioni sociali, urbane e territoriali.</p> Giampiero Lombardini, Andrea Vergano ##submission.copyrightStatement## https://creativecommons.org/licenses/by/4.0 https://ojs.unica.it/index.php/sciter/article/view/6893 Tue, 30 Dec 2025 00:00:00 +0100 Relazionalità, coevoluzione e nuove ecosofie nel progetto territoriale socio-ecologico https://ojs.unica.it/index.php/sciter/article/view/6894 <p>Nel rapporto tra società umane e ambiente si riscontra spesso una reiterazione di rapporti dualistici a cui si sottende la subordinazione del secondo rispetto alle prime. Nella transizione verso modelli economici e sociali “ecologicamente orientati” (almeno nelle intenzioni espresse) sono presenti approcci demiurgici al rapporto umano-non umano, espressi in tensioni nostalgiche ed estetizzazioni della natura, neocolonialismi ecologici e appropriazioni elitarie dei valori ambientali, sottoposizione degli elementi e dei processi ambientali ai modelli economici dominanti e loro incorporazione nei mercati finanziari. Tali approcci tendono a riprodurre, seppur in forme apparentemente diverse, gli stessi percorsi di estrazione di valore che hanno depauperato il territorio nei processi di modernizzazione, rivelandosi così inefficaci rispetto allo scopo dichiarato di voler affrontare le rilevanti questioni ambientali che caratterizzano la nostra epoca. Riaffermare il ruolo del continuum relazionale umano-non umano come elemento fondamentale della riproduzione dell’ambiente vivente significa, nell’ambito della progettazione territoriale, delineare strumenti capaci di abilitare la ricostruzione di processi di coevoluzione virtuosa tra i diversi agenti territoriali, anche attraverso pratiche neghentropiche e di cura di rinnovati sistemi socio-ecologici.</p> Giovanni Ottaviano ##submission.copyrightStatement## https://creativecommons.org/licenses/by/4.0 https://ojs.unica.it/index.php/sciter/article/view/6894 Tue, 30 Dec 2025 00:00:00 +0100 Oltre il tecno-riduzionismo della natura: potenzialità dei concetti di metabolismo e biomimesi https://ojs.unica.it/index.php/sciter/article/view/6878 <p>Nella prospettiva territorialista, il territorio come organismo vivente ad alta complessità viene inteso come esito di processi co-evolutivi di lunga durata tra uomo e natura, ma anche come soggetto che reagisce a perturbazioni esterne attraverso processi interni di adattamento. In quanto organismo vivente in evoluzione, il territorio si caratterizza per uno specifico metabolismo adattativo, risultato simbiotico delle relazioni tra cicli metabolici naturali e cicli antropici. Per quanto la natura sia considerata, nel quadro di una visione antropocentrica e neoliberista, un semplice serbatoio di risorse, è proprio nella relazione tra cicli della natura e cicli antropici di estrazione-produzione-consumo che si può ipotizzare il superamento di una visione tecnocratica della natura, spesso responsabile di esiti eco-catastrofici, per orientarsi verso un equilibrio virtuoso e generativo uomo-natura. Il concetto di metabolismo urbano-territoriale, a lungo utilizzato come metafora, ha prodotto da un lato approcci tecnocratici che riducono la natura a fattore economico, dall’altro visioni eco-sostenibili basate sulla condivisione delle risorse e sulla convivialità. Il contributo intende esplorare il paradigma metabolico-biomimetico quale dispositivo teorico e operativo per la transizione ecologica, promuovendo una riformulazione dei saperi urbanistici in chiave ecologica, capace di orientare la progettazione verso modelli di sviluppo territoriale rigenerativo e resiliente.</p> Nicola Valentino Canessa, Giorgia Tucci ##submission.copyrightStatement## https://creativecommons.org/licenses/by/4.0 https://ojs.unica.it/index.php/sciter/article/view/6878 Tue, 30 Dec 2025 00:00:00 +0100 Il territorio come dimensione di reciprocità: spazi di co-appartenenza oltre il dualismo umano-non umano https://ojs.unica.it/index.php/sciter/article/view/6895 <p>Sin dalle origini della modernità, l’egemonia dell’uomo sulla natura ha progressivamente trasformato la concezione del territorio da ‘essere vivente’ a oggetto di mercato, convertendo le sue qualità generative in attributi commerciabili. Questa transizione riflette una logica estrattiva in cui la valutazione della natura viene subordinata a parametri di redditività, attraverso l’applicazione di apparati tecnocratici finalizzati alla sua conversione in rendita finanziaria. La decostruzione del paradigma antropocentrico, fondato sulla dicotomia tra umano e non-umano, si configura pertanto come prerequisito imprescindibile per ripensare modelli di governance capaci di trascendere approcci meramente tecnico-procedurali. Alla luce di questi presupposti, il lavoro si propone di contribuire all'individuazione di riferimenti utili allo sviluppo di modelli di governance ecoterritoriale improntati a principi di reciprocità e processi coevolutivi, capaci di orientare una riconfigurazione delle relazioni socio-ecologiche al di là delle tradizionali logiche estrattive. Ridefinendo il territorio come spazio di co-appartenenza, lo studio analizza i percorsi de ‘Sa Tramuda’ in Sardegna e la rete delle ‘Trazzere’ in Sicilia, proponendo una cornice interpretativa che superi il dualismo umano/non-umano e promuova modelli fondati sull’ interdipendenza tra comunità e il territorio, inteso non solo nella sua dimensione tangibile, ma come prodotto dinamico di stratificazioni storiche, pratiche culturali e connessioni ecosistemiche.</p> Filippo Schilleci, Alessio Floris ##submission.copyrightStatement## https://creativecommons.org/licenses/by/4.0 https://ojs.unica.it/index.php/sciter/article/view/6895 Tue, 30 Dec 2025 00:00:00 +0100 Oltre le dicotomie della modernità. Forme di intersoggettività come attitudine critica verso il futuro dei territori https://ojs.unica.it/index.php/sciter/article/view/6877 <p>Nel tentativo di superare le dicotomie ereditate dalla modernità tra natura e cultura, il contributo propone una prospettiva ecosofica e relazionale come attitudine critica nell’ambito delle scienze del territorio. Partendo dalla genealogia dell’idea di natura e dal mito prometeico, si evidenzia come lo sviluppo capitalistico e la logica del progresso abbiano generato fratture tra insediamenti umani, ambiente e attività produttive, compromettendo biodiversità naturale e culturale. L’internaturalità viene proposta come principio di intersoggettività tra umano e non umano, orientato a pratiche di cura, convivenza e governance ecologica. Attraverso esperienze concrete, come il caso del Lago di Gusana, si analizzano tentativi di forme di collaborazione e co-gestione, sottolineando da un lato una possibile ridefinizione degli strumenti, dall’altra le possibili ambivalenze date da queste alleanze.</p> Anna Maria Colavitti, Stefania Crobe ##submission.copyrightStatement## https://creativecommons.org/licenses/by/4.0 https://ojs.unica.it/index.php/sciter/article/view/6877 Tue, 30 Dec 2025 00:00:00 +0100 La custodia del territorio: esperienze spagnole per il recupero del patrimonio culturale https://ojs.unica.it/index.php/sciter/article/view/6896 <p>La custodia del territorio è una strategia pubblico-sociale nata alla fine del XIX secolo negli Stati Uniti per la conservazione delle risorse naturali e, nel corso del tempo, si è diffusa in vari paesi nel mondo. In particolar modo in Spagna, la custodia del territorio si sta affermando come strategia per conservare e gestire diversi spazi non esclusivamente legati alle risorse naturali ma anche strettamente connessi ai valori culturali e paesaggistici. L’analisi di alcune esperienze spagnole dimostra come la custodia del territorio sia un’iniziativa sociale particolarmente utile anche per il recupero del patrimonio culturale favorendo una visione del territorio incentrata sul concetto di patrimonio-bene comune e un approccio ai paesaggi bioculturali che offrono una comprensione multidimensionale.</p> Giorgia Dato ##submission.copyrightStatement## https://creativecommons.org/licenses/by/4.0 https://ojs.unica.it/index.php/sciter/article/view/6896 Tue, 30 Dec 2025 00:00:00 +0100 Il minimo comune multiplo https://ojs.unica.it/index.php/sciter/article/view/6897 <p>Allo scopo non solo di evidenziare la straordinaria rilevanza del contributo già consolidato di Magnaghi alla disciplina urbanistica, ma anche di cogliere nella sua opera i fecondi germogli di futuri, promettenti sviluppi di ricerca transdisciplinare ‘territorialista’, il contributo, connette organicamente un’interpretazione marcatamente autogovernativa delle ‘unità bioregionali minime’ magnaghiane all'identificazione potenziale degli strumenti pattizi di pianificazione che possono dar loro corpo con istituzioni di azione collettiva ostromiane, evidenziando anche l'opportunità di superare in tal modo, a partire dalle attività di piano e progetto territoriale, la considerazione darwiniana delle unità evolutive fondamentali come insiemi conspecifici, in favore di una loro riconcettualizzazione ‘cibernetica’ (batesoniana) come complessi coevolutivi interspecifici.</p> Luciano De Bonis ##submission.copyrightStatement## https://creativecommons.org/licenses/by/4.0 https://ojs.unica.it/index.php/sciter/article/view/6897 Tue, 30 Dec 2025 00:00:00 +0100