ArcheoArte https://ojs.unica.it/index.php/archeoarte <p><span style="font-weight: 400;">ArcheoArte è una rivista scientifica internazionale, peer-reviewed e </span><em><span style="font-weight: 400;">open access</span></em><span style="font-weight: 400;"> dedicata allo studio di valori e significati del patrimonio culturale in tutti i campi dell’Archeologia e della Storia dell’Arte. ArcheoArte è classificata dall’ANVUR (Agenzia Nazionale di Valutazione del sistema Universitario e della Ricerca) come rivista scientifica dell’Area 10. ArcheoArte accoglie contributi scientifici inediti in italiano, inglese e spagnolo, caratterizzati da originalità e innovatività. Ha periodicità annuale.</span></p> Università degli Studi di Cagliari it-IT ArcheoArte 2039-4543 Studiare il patrimonio, ascoltare le comunità: ricerche e prospettive nel sesto numero di ArcheoArte https://ojs.unica.it/index.php/archeoarte/article/view/7171 <p>Editoriale N.6 rivista ArcheoArte</p> Fabio Pinna ##submission.copyrightStatement## http://creativecommons.org/licenses/by-nd/4.0 2026-07-16 2026-07-16 6 3 4 10.13125/j.arart/7171 Il rapporto tra la comunità di Orgosolo (NU) e il suo patrimonio archeologico-culturale https://ojs.unica.it/index.php/archeoarte/article/view/6900 <p>A partire dalle testimonianze archeologiche del territorio di Orgosolo (Nuoro), il contributo ha l’obiettivo di analizzare il rapporto tra la comunità orgolese e il suo patrimonio archeologico-culturale. Orgosolo è un paese della Sardegna centrale di 3900 abitanti, nella regione storica della Barbagia, conosciuto in particolare per i suoi murales. Sicuramente meno noto è invece il suo patrimonio archeologico, con due epoche che sembrano aver lasciato un numero più cospicuo di testimonianze: l’età nuragica e quella medievale. È in quest’ultima epoca che si hanno le prime attestazioni di un insediamento ad Orgosolo, quando nel XIV secolo viene menzionata nelle fonti la villa di “Orgusula”. Ma nonostante una realtà ricca e variegata il rapporto tra la comunità di Orgosolo e il suo patrimonio archeologico e culturale è stato spesso difficile. Nel corso degli ultimi decenni questo aspetto è stato particolarmente evidente per quanto riguarda il patrimonio archeologico, un tema tante volte ignorato o affrontato con poca sensibilità da larga parte della popolazione e da chi ha avuto in carico l’amministrazione del paese. Ciò ha causato una situazione diffusa di abbandono ed incuria, che unita all’opera di diversi scavatori clandestini, ha portato nel tempo alla distruzione di numerosi siti o a una loro forte compromissione. Per provare a capire e affrontare il problema, è stato realizzato un questionario, predisposto con l’obiettivo di misurare il rapporto tra la comunità orgolese e il suo patrimonio archeologico e culturale, a cui hanno partecipato 218 persone (per la maggior parte residenti o originari di Orgosolo).</p> Enzo Meloni ##submission.copyrightStatement## http://creativecommons.org/licenses/by-nd/4.0 2026-07-08 2026-07-08 6 5 15 10.13125/j.arart/6900 “Misurare l’identità”, condividere il patrimonio: https://ojs.unica.it/index.php/archeoarte/article/view/7011 <p>Tra l’autunno del 2022 e la primavera del 2023, il territorio di Sanluri, nel Medio Campidano, è stato teatro di una serie di iniziative volte ad indagare la percezione del suo patrimonio culturale, nonché a ricercare metodi e strategie per la relativa condivisione con la comunità locale e con i non residenti. In prima istanza, la somministrazione di un questionario ideato con particolare attenzione a criteri di adeguata consistenza numerica e non contaminazione dei dati, ha permesso di rilevare alcune dinamiche che con buona probabilità ricorrono in contesti analoghi, rischiando talvolta di influenzare le ricerche sulla percezione del patrimonio a causa di <em>input </em>involontari veicolati da parte di chi svolge l’indagine. La restituzione dello studio, che disegna una sensibile distanza tra il racconto del territorio e la percezione di chi lo abita, risulta quale primo assunto su cui porre l’attenzione, contribuendo alla riflessione sulla tendenza, recentemente in notevole diffusione, a distorcere la realtà dei luoghi a vantaggio di un’auspicata appetibilità turistica. Un secondo elemento di interesse del caso studio è relativo alla genesi delle iniziative introdotte, nate dalla spinta di istanze provenienti dalla comunità studentesca dei corsi di laurea magistrale in Archeologia e storia dell’arte dell’Università di Cagliari, interessate ad esportare nel proprio territorio strumenti di condivisione sperimentati durante la frequenza dei corsi. Questa iniziativa, leggibile come azione “dal basso” in una prospettiva accademica, ha permesso di avviare una misurazione dell'efficacia di trasmissione non solo di conoscenze curricolari, ma anche di competenze trasversali verso la comunità studentesca. La duplice lettura, che vede l’interpretazione di dati statistici accompagnarsi ad una riflessione sulle ricadute della didattica accademica, ha come obiettivo primario quello di interrogarsi sull’impatto e l’adeguatezza degli strumenti utilizzati nell’uno e nell’altro campo.</p> Marco Demuru Antonio Giorri ##submission.copyrightStatement## http://creativecommons.org/licenses/by-nd/4.0 2026-07-08 2026-07-08 6 17 29 10.13125/j.arart/7011 Patrimonio culturale e comunità: approcci metodologici e risultati di un’Indagine di Archeologia Pubblica presso il quartiere Marina a Cagliari https://ojs.unica.it/index.php/archeoarte/article/view/6940 <p>Tra il 2018 e il 2019, nell’ambito del progetto “<em>Know the Sea to Live the Sea</em>”, coordinato dalla Prof.ssa Rossana Martorelli (Università di Cagliari), è stato condotto uno studio diretto dal Prof. Fabio Calogero Pinna per analizzare la percezione del patrimonio archeologico post-classico nel quartiere Marina di Cagliari. La ricerca ha esaminato il rapporto tra comunità e patrimonio in un contesto urbano caratterizzato da stratificazioni e commistioni culturali. È stato creato un database dei siti di interesse, contenente informazioni su storia, accessibilità e condizioni dei luoghi, unitamente a informazioni su eventi culturali e sociali. Sono stati somministrati questionari a 218 persone, integrati con interviste in situ per approfondimenti qualitativi. I dati, parzialmente pubblicati negli atti del convegno <em>Know the Sea to Live the Sea </em>(2019), vengono riesaminati alla luce degli sviluppi storici e sociali della città, nonché dei recenti contributi dell'archeologia pubblica.</p> Daniele Fadda ##submission.copyrightStatement## http://creativecommons.org/licenses/by-nd/4.0 2026-07-16 2026-07-16 6 31 50 10.13125/j.arart/6940 Periferie e comunità: Il quartiere di Sant’Avendrace a Cagliari e la percezione del patrimonio culturale da parte della sua comunità https://ojs.unica.it/index.php/archeoarte/article/view/6927 <p>Sant’Avendrace è uno dei quartieri periferici della città di Cagliari e in quest’area gli studiosi hanno ipotizzato la presenza delle più antiche attestazioni urbane. Al suo interno sono presenti numerose testimonianze archeologiche ma queste, a causa dell’espansione edilizia e di una scarsa attenzione nei confronti del quartiere da parte delle istituzioni, risultano sconosciute a una buona parte della comunità e sconnesse dal tessuto insediativo che le circonda. Le pesanti trasformazioni degli ultimi decenni, infatti, hanno portato a un totale stravolgimento del rione: gran parte delle case sono state demolite per essere sostituite da palazzine che ancora oggi costeggiano il viale omonimo, cambiando per sempre i connotati del quartiere.</p> <p>Nel dicembre 2020, tramite una ricerca condotta con l’utilizzo di questionari, si è cercato di analizzare la percezione del patrimonio culturale presente a Sant’Avendrace e il rapporto che con esso hanno i suoi abitanti e visitatori. Dall’elaborazione dei dati raccolti è emersa la necessità di ricreare un rapporto tra i cittadini e il patrimonio archeologico presente nel rione, coinvolgendoli maggiormente nella gestione e nella valorizzazione dei beni culturali. È risultato inoltre che nel quartiere di Sant’Avendrace sono assenti dei luoghi e delle occasioni di incontro, infatti, non sono presenti degli spazi pubblici di aggregazione. I dati ottenuti indicano l’importanza di studiare metodi e strategie più efficaci per comunicare con la collettività e per riavvicinarla al proprio patrimonio culturale.</p> Giulia Porceddu ##submission.copyrightStatement## http://creativecommons.org/licenses/by-nd/4.0 2026-07-08 2026-07-08 6 51 64 10.13125/j.arart/6927 Il laboratorio di Etica e Deontologia professionale dei Beni Culturali (UniCA). Un approccio educativo e didattico allo studio della percezione culturale nel quartiere di Sant’Elia (Cagliari) https://ojs.unica.it/index.php/archeoarte/article/view/6931 <p data-start="166" data-end="718">Il contributo analizza un’esperienza di didattica laboratoriale sperimentale condotta nel 2024 presso l’Università di Cagliari nell’ambito del Laboratorio di Etica e Deontologia professionale dei Beni Culturali. Muovendo dalle criticità che ancora caratterizzano la percezione pubblica dell’<em>heritage</em>, spesso inteso come ambito elitario e distante dalla quotidianità delle comunità, il contributo riflette sul ruolo dei percorsi educativi rivolti ai futuri professionisti del settore, chiamati a operare come mediatori tra ricerca, istituzioni e società.</p> <p data-start="720" data-end="1145">Il laboratorio, basato su un numero limitato di studentesse selezionate, ha posto al centro l’interazione con le comunità locali come elemento fondante della pratica professionale e della costruzione condivisa di conoscenza. In tale cornice si colloca il caso studio del quartiere di Sant’Elia a Cagliari, scelto per il suo valore sociale, culturale e ambientale e per la sua condizione di marginalità simbolica e spaziale.</p> <p data-start="1147" data-end="1603">Attraverso la progettazione e la somministrazione di un questionario sulla percezione comunitaria del patrimonio e del paesaggio, l’indagine ha adottato un approccio qualitativo ed esplorativo, finalizzato a far emergere istanze e criticità utili a orientare future azioni di valorizzazione condivisa. L’esperienza si propone come base di riflessione didattica e metodologica per lo sviluppo di pratiche di archeologia pubblica più inclusive e sostenibili.</p> Francesco Mameli Fabio Calogero Pinna ##submission.copyrightStatement## http://creativecommons.org/licenses/by-nd/4.0 2026-07-08 2026-07-08 6 65 79 10.13125/j.arart/6931 La Statua lignea dell'Annunziata nella chiesa di Santa Maria Assunta a Oristano: https://ojs.unica.it/index.php/archeoarte/article/view/6593 <p>L'articolo esamina la statua lignea dell'Annunziata situata nella Chiesa di Santa Maria Assunta a Oristano, un'opera che presenta significativi valori artistici e storici. La statua, risalente al tardo gotico toscano, rappresenta la Vergine Maria nell'atto di ricevere il messaggio dell'Arcangelo Gabriele. Sebbene inizialmente attribuita a Nino Pisano, l'attribuzione è stata recentemente rivista, suggerendo l'autore come Francesco di Valdambrino. L'articolo ripercorre la storia della statua, inclusi gli interventi di restauro e le difficoltà di conservazione dovute alle alterazioni e alle ridipinture successive. Si discute inoltre la storia del culto, la devozione popolare e le sfide legate alla sua attribuzione artistica, proponendo ulteriori studi e metodologie moderne per una migliore comprensione e conservazione dell'opera.</p> Giorgia Scano ##submission.copyrightStatement## http://creativecommons.org/licenses/by-nd/4.0 2026-07-08 2026-07-08 6 81 99 10.13125/j.arart/6593 Il Sinis di Cabras (Oristano) tra Archeologia pubblica e comunità. Indagine sulla percezione del patrimonio storico e culturale https://ojs.unica.it/index.php/archeoarte/article/view/7086 <p>La Penisola del Sinis (Saregna occidentale) è caratterizzata da una stratificazione storica e culturale complessa che, unita alla presenza di scorci naturalistici suggestivi e incontaminati, fanno del territorio una delle principali mete del turismo nell'isola.&nbsp;L’economia del territorio, storicamente di carattere agro-pastorale e basata sulla pesca nelle acque interne, oggi punta sullo sviluppo di un Parco archeologico e naturale che da un lato vuole attirare il pubblico (attraverso attività di divulgazione e promozione delle bellezze del territorio a livello internazionale) per produrre una crescita e dall’altro sviluppa buone pratiche per la tutela e la conservazione del patrimonio culturale, affinché ne possano godere anche le generazioni future. La comunità di Cabras ha un forte legame con il proprio territorio: l’indagine che si presenta in questa sede, svolta attraverso un questionario, è mirata alla misurazione della percezione che i cabraresi hanno del proprio patrimonio storico e culturale, con particolare attenzione al rapporto e alla conoscenza che hanno della propria storia e all’atteggiamento assunto verso i tanti cambiamenti che la crescente visibilità sta apportando al loro modo di vivere il territorio.</p> Francesca Sotgiu ##submission.copyrightStatement## http://creativecommons.org/licenses/by-nd/4.0 2026-07-09 2026-07-09 6 101 111 10.13125/j.arart/7086 ArcheoArte V.6 (2026) - Copertina & Credits https://ojs.unica.it/index.php/archeoarte/article/view/7166 Fabio Pinna ##submission.copyrightStatement## http://creativecommons.org/licenses/by-nd/4.0 2026-07-09 2026-07-09 6 1 2 10.13125/j.arart/7166