CFP Between VI.11 (maggio 2016)

Forme, strategie e mutazioni del racconto seriale

a cura di Andrea Bernardelli (Università di Perugia), Eleonora Federici (Università di Napoli "L'Orientale"), Gianluigi Rossini (Università dell'Aquila)

 

(immagine: J.F. Rauzier)

Un racconto seriale può essere tale in due modi fondamentali: da un lato ripetendo un modello, uno schema, una struttura narrativa; dall’altro suddividendosi in parti separate e consecutive. La prima modalità è forse la più antica: deriva dal meccanismo di comunicazione orale del racconto e può essere identificata già nella fiaba, nel racconto mitologico, nei cicli omerici, nelle saghe nordiche, nei cicli cavallereschi medievali, nell’epica rinascimentale (e oggi nella paraletteratura, nelle saghe cinematografiche e nelle serie televisive a episodi). La seconda emerge soprattutto nella modernità ed ha come tratto distintivo la pianificazione della suddivisione in unità discrete, pubblicate a intervalli di tempo regolari. Solo a partire dagli anni Trenta dell’Ottocento, in particolare in Inghilterra e in Francia, si diffonde la pratica di scrivere romanzi direttamente in funzione della serializzazione, in fascicoli o come feuilleton allegato a un giornale.

In entrambe le sue forme, con le infinite ibridazioni possibili, la serialità è stata adottata da tutti i generi e da tutti i media: dal fumetto al cinema, dalla radio alla televisione, dai videogiochi al web. Si può dire che la serialità sia in un certo senso “contagiosa”: passa da un mezzo di comunicazione ad un altro, dall’oralità alla scrittura, dalla scrittura ai media elettrico-elettronici. In sostanza la serialità è intermediale e interculturale, perché appartiene sia alla cultura di élite che alla cultura popolare (e spesso mette in contatto culture diverse tra loro mediante i meccanismi delle comunicazioni di massa), perché coinvolge logiche di creazione innovative e allo stesso tempo logiche di mercato, perché i meccanismi della ripetizione o della successione che la regolano possono essere allo stesso tempo molto semplici quanto estremamente complessi e raffinati, e migrano da un medium ad un altro con estrema facilità.

Il racconto seriale, inoltre, crea una complessa interazione tra narrazione, produzione e distribuzione, mettendo in dubbio i confini del testo, l’attribuzione autoriale, la separazione tra autore e fruitore, la compiutezza e a volte perfino la conoscibilità di un universo narrativo che può espandersi fino a diventare incontrollabile.

Scopo del numero 11 di Between è indagare la natura e le forme della narrazione seriale, da un punto di vista storico, narratologico, culturale e mediale. Saranno particolarmente apprezzati contributi che mettano a confronto le strade intraprese dalla serialità tra media, culture e epoche diverse, anche prendendo in considerazione le possibili relazioni tra le forme narrative premoderne e la serialità contemporanea.

Alcuni esempi di temi possibili:

  • Teoria e definizione del racconto seriale
  • Serialità narrativa tra letteratura, fumetto, cinema, e televisione
  • Storia del racconto seriale
  • Serialità e letterature premoderne
  • Racconto seriale tra arte e intrattenimento
  • Serialità e paraletteratura (o letterature di genere)
  • Autorialità del racconto seriale
  • La figura dell’eroe/eroina nel racconto seriale
  • Ricezione del racconto seriale
  • Serialità e racconto giornalistico
  • Interculturalità e intermedialità del seriale
  • Serialità narrativa nei nuovi media (www)

Le proposte (articoli pronti per la pubblicazione e corredati da abstract) devono essere inviate entro il 30 gennaio 2016 seguendo le indicazioni disponibili sul sito di Between, alla pagina submissions. Entro il 1 marzo 2016 verranno indicati i testi selezionati per essere sottoposti a peer review. Gli articoli definitivamente accettati saranno pubblicati a maggio 2016.

Sono apprezzate e incoraggiate proposte in lingua diversa dall’italiano o in versione bilingue (di cui una versione in inglese).

Per informazioni scrivere a: Andrea Bernardelli (andrea.bernardelli@unipg.it), Eleonora Federici (efederici@unior.it), o Gianluigi Rossini (g.rossini.it@gmail.com).